Mario Andrea Sarasso - Club Lancia Gamma Italia
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Mario Andrea Sarasso

Ingegnere, innanzitutto benvenuto e grazie della disponibilità. Prima di toccare l’argomento Gamma, possiamo chiederle quando è avvenuto l’ingresso in Lancia e dopo quale percorso di studi ?

Certo con piacere. Sono stato assunto alla Lancia Spa nel 1978 come ingegnere meccanico, qualche anno dopo essermi laureato al Politecnico di Torino. Il mio Ufficio si trovava  all’interno del grattacielo, con ingresso dal civico 27 di  Via Vincenzo Lancia. Al suo interno ricordo perfettamente il celeberrimo ascensore “Paternoster” a movimento continuo, da prendere…al volo.

Ing. Sergio Camuffo

Grattacielo Via Vincenzo Lancia 27

Naturalmente ricordo con nostalgia anche i colleghi della DI.TE (Direzione Tecnica con a Capo l’Ing. Sergio Camuffo) e quelli della DI.TE/DESP (Dipartimento Esperienze, Direttore l’Ing. Bruno Cena) dislocati in Via Caraglio. Eravamo tutti nell’operoso Stabilimento di Borgo San Paolo, che all’epoca contava migliaia di dipendenti.

 

Quale fu il suo primo incarico all’interno della azienda.

Alla fine degli anni ’70 e primi anni ’80 la Lancia era ormai acquisita ed integrata nel gruppo Fiat (n.d.r. la costituzione di Fiat Auto Spa, ovvero i marchi Fiat, Lancia Abarth, Autobianchi sotto una unica regia, risale all’Ottobre 1978 e la Lancia S.p.a – società autonoma in seno al gruppo Fiat dal 1969 –  avrebbe perso di li a poco, parecchia autonomia progettuale).

In tale nuova situazione d’impresa, la Lancia si era pertanto riorganizzata al fine di rivitalizzare e gestire la gamma dei prodotti in commercio, in attesa del rilancio del marchio atteso con la nuova “Delta” che venne presentata nel 1979.

 

Dott. Ferdinando Cinzano

Dott. Tomislav Maksimovic

Tale riorganizzazione prevedeva, tra le figure apicali dell’organigramma, un Responsabile di “marchio” (n.d.r. che all’epoca, per Lancia/Autobianchi, era il Dottor Tomislav Maksimovic), un Responsabile Commerciale che era  il Dott. Ferdinando Cinzano, ed una nuova funzione detta di “Marketing e Sviluppo Prodotto”, con un Responsabile (Product Manager) diverso per ciascun segmento, quindi vettura. Io ebbi proprio l’incarico di occuparmi, come Product Manager, della nascente Lancia Gamma 2° serie o F.L. (Face Lifting), già nel segmento medio-alto del mercato dall’anno del suo ingresso nel 1976. (n.d.r. diverso ad esempio, il Product Manager della “Delta”, l’Ing. Piergiorgio Della Role).

Gamma Berlina 2a serie

Gamma Coupé 2a serie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qualcosa però non quadrava nelle vendite e quindi nel gradimento del mercato nei confronti della Gamma. E così ?  

Esatto. In seguito ad una approfondita analisi di prodotto/mercato con la consulenza di un gruppo specialistico internazionale esperto di marketing, emerse la distonia tra il valore oggettivo intrinseco del prodotto e il valore percepito da parte del mercato. Tanto che solo un numero ristretto e qualificato di clienti, perlopiù competenti ed appassionati, era in grado di apprezzare il valore del prodotto.

Sostanzialmente l’innovazione di una “due volumi” per una berlina di prestigio del segmento “E” non era purtroppo apprezzata: una classica tre volumi connotava il prodotto come più classico e prestigioso.

Dico purtroppo, perché sotto l’aspetto tecnico i vantaggi di una due volumi (in particolare il cx che comportava più bassi consumi ed un migliore confort) non erano tenuti in considerazione. E tantomeno la linea originale che si differenziava in modo esclusivo dalle proposte classiche.

Non solo, ma il mercato si attendeva, per il segmento della Gamma, un motore a sei cilindri. E questo nonostante il boxer quattro cilindri presentasse indubbi vantaggi tecnici (n.d.r. lo stesso Direttore Tecnico, Ing. Sergio Camuffo, li dettagliò convintamente in occasione di diverse interviste alla stampa).

Boxer della Gamma in configurazione 2.500 i.e.

Niente da fare. La soluzione del 4 cilindri veniva percepita e valutata come una soluzione “povera”. E questo nonostante i costi elevati e la tecnologia allora necessaria per la produzione del boxer (n.d.r totalmente in lega leggera dal peso  di soli 135 kg, con pregevoli fusioni provenienti dallo Stabilimento Lancia di Bolzano ed assemblaggio in quello qualificatissimo di Torino, in Borgo San Paolo).

In definitiva un prodotto non apprezzato da chi voleva esibire il suo status in quella categoria, da sempre ricca di caratteristiche di prestigio. Ecco, tali caratteristiche non venivano riconosciute alla Lancia Gamma. Non solo, ma la differenziazione di tassazione per cilindrate superiori al 2000 penalizzava moltissimo il 2500 che, per caratteristiche di potenza e coppia, era invece la soluzione più equilibrata per la vettura. Questo appena esposto valse per la berlina.

Diversa invece la situazione di immagine riguardante il coupè, che rimediava col fascino della supremazia assoluta della sua eleganza. Inimitabile !

 

Parliamo ora della famigerata inaffidabilità meccanica della vettura (in particolare il suo cuore “boxer”). Cosa c’è di vero. 

Ing. Claudio Lombardi

La problematica che affliggeva la Lancia Gamma in ambo le versioni di carrozzeria era la non affidabilità meccanica. Era certamente presente, ma enfatizzata impropriamente ed esageratamente dal mercato e dalla concorrenza. Un’ affidabilità sulla quale si era però intervenuti per rimediare ai problemi, ahimè, con ingiustificabile ritardo (n.d.r. l’Ing. Claudio Lombardi, all’epoca responsabile del Dipartimento Motori, lavorò alacremente in tal senso).

 

A questo punto quale fu il piano d’azione che si decise di adottare per il rilancio e che le impressioni le fece una volta messa su strada ?  

Quindi, risolto con una serie di interventi il problema dell’affidabilità, si individuarono alcune linee guida per lo sviluppo del prodotto “Gamma 2a serie”.

  1. Un face lifting per associare alla sua produzione l’assicurazione di una completa e raggiunta affidabilità.
  2. L’adozione del “family feeling” della mascherina frontale (n.d.r. in collaborazione con il direttore del C.S. Fiat Auto, Arch. Mario Maioli nonché della Pininfarina).

    “Family Feeling” mascherina frontale – bozzetti Centro Stile

  3. Il rinnovo degli interni con impreziosimenti artigianali (pelle e rivestimenti vari).
  4. L’introduzione della Iniezione Elettronica sulla 2.500 (Bosch L-Jetronic).
  5. Il Cambio automatico a quattro rapporti.
  6. Una versione “Gamma Protecta” quale vettura blindata dalla fabbrica che superava gli allestimenti artigianali allora in voga ma di dubbia qualità e sicurezza. Invero, una versione che, adottata dagli alti funzionari dello Stato, avrebbe valorizzato e di fatto valorizzava l’immagine della vettura anche per la versione normale.
  7. Il rilancio comunicativo attraverso una pubblicità finalizzata al recupero dell’immagine di prestigio. Ricordo che una pagina col Coupé di colore nero ed interni in pelle chiara era stata premiata per la sua estrema efficacia.

 

Ho avuto più  volte modo di averla in consegna.  Il confort di marcia e la tenuta di strada erano i plus più  evidenti. Buona ripresa nelle marce basse e rollio in curva buono come buono era il comportamento in curva. In definitiva una berlina divertente e, come dicevo, qualità  molto al di sopra della immagine.

Gamma Coupé 2a serie nel pregevole abbinamento Nero/Pelle Cognac

 

 

Gamma Coupé 2a Serie

 

Ci furono invece dei suggerimenti che NON furono accettati dalla direzione di Fiat Auto ?

Si, nel pacchetto erano previsti anche altri interventi che non furono realizzati.

Si propose una kermesse a Monza, con una competizione tra piloti amatoriali e professionisti con ben dieci modelli Gamma rielaborati. Questo a dimostrazione del recupero tecnico e tecnologico della vettura. Non solo ma anche un intervento più pesante sulla carrozzeria per connotare elementi di robustezza e sicurezza che avrebbero avuto un effetto trinante della versione blindata “Protecta”.

E ancora. Siccome si era scoperto che lo sportellino posteriore rialzato di alcuni gradi (n.d.r. persiana alluminio sullo sportello del baule utile ai fini della manovra di retromarcia) abbatteva ulteriormente il cx, si propose di installare un dispositivo che, in automatico, e superati i 90 km all’ora, avrebbe sollevato lo sportellino facendolo diventare uno spoiler, per poi riabbassarsi a velocità urbane!  E questo per affermare, con un “plus“ esclusivo,  la tradizione innovativa della Lancia (n.d.r. una chicca che sarebbe poi comparsa sotto forma di alettone sulla prestigiosa Thema 8.32).

Particolare “persiana” chiusa

Particolare “persiana” aperta

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma la proposta più dirompente fu quella del primato assoluto di avere una quattroruote motrici. E questo grazie al boxer con asse motore longitudinale, che avrebbe permesso facilmente ed a costi contenuti una soluzione per quei tempi a dir poco straordinaria ! (n.d.r. informazione confermata dallo stesso D.T. Ing. Sergio Camuffo, durante l’intervista alla rivista francese “Gazoline” da noi sintetizzata su Quaderno Gamma n. 23-2020).

 

Perché queste autentiche perle ingegneristiche e di marketing non furono accolte ? Ci viene in mente il Gruppo VW/Audi, che percorse convintamente e proprio in quegli anni, la strada della trazione integrale.

Perchè gli stanziamenti vennero ridotti ed una politica di ricerca di redditività con la leva dei costi anziché delle vendite, politica da me non condivisa. Così  ridussero la capacità di spesa in investimenti alla sola “Delta”,  di prossima uscita.

 

Brochure pubblicitaria Lancia Delta

Siamo alla conclusione di questa interessante intervista, ma non della sua vita lavorativa. Successivamente alla Lancia che altri incarichi ha ricoperto ?

Cerchio “Cromodora” da 15″ di serie su Berlina e Coupé 2a serie 2.5 i.e

Andai via dalla Lancia nel 1985 ma rimasi ancora per parecchi anni all’interno di Aziende del Gruppo Fiat. Più precisamente come pianificatore alla Gilardini (Società caposettore della componentistica industriale della Fiat) e poi Direttore Generale della Cromodora (conosciuta nel mondo per i pregiati cerchi in lega). In seguito in staff in corso Marconi –  sede del Gruppo –  e poi passaggio alla Snia dove ho svolto l’incarico di Amministratore Delegato del settore materiali. Successivamente ho svolto incarico di Amministratore Delegato  della Munters Italia (una multinazionale svedese che opera nel campo della climatizzazione).

Oggi svolgo compiti di consulente organizzativo e tecnico.

 

Come vorrebbe sintetizzare i suoi anni di lavoro in Lancia ?

Una esperienza giovanile, meravigliosa. Con progettisti, capireparto, venditori, pubblicitari, stilisti, sperimentatori, tutti professionisti preparati, animati da grande passione, eccellenze invidiate dalla concorrenza. Dei quali ricordo ancora non solo i nomi, ma anche i loro contributi in termini di creatività e capacità di risoluzione dei problemi.

Ancora oggi non mi capacito che tutta quella cultura industriale e quella passione per il lavoro sia stata dispersa relegando l’Italia a un ruolo di debole comprimario.

Un sincero saluto a tutti i carissimi lancisti.

Mario Andrea Sarasso

ex Product Manager Lancia Gamma F.L.

 

 

Intervista a cura di Gianluca Ruiu – Club Lancia Gamma Italia